RISPOSTE ALLE DOMANDE PIU' FREQUENTI

LE 4 PAROLE CHIAVE PER UNA CAMPAGNA DI CROWDFUNDING

Investimento minimo: rappresenta la quota minima da investire per acquistare un titolo di partecipazione e conseguentemente diventare socio di una startup o PMI.

Obiettivo minimo di raccolta: rappresenta l’importo minimo stabilito dalla startup o PMI offerente individuato come obiettivo minimo di raccolta di una campagna.

Percentuale di equity distribuita: indica la percentuale di capitale sociale di una startup o PMI che viene distribuita agli investitori, in proporzione agli importi investiti.

Durata della campagna: rappresenta il periodo di tempo durante il quale è possibile investire in una campagna di crowdfunding.

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Possono investire tutte le persone fisiche e le persone giuridiche che hanno deciso di credere in un progetto aziendale o nell'idea imprenditoriale di una start-up o PMI innovativa, offrendo non solo capitali, ma anche conoscenze ed esperienza. Per aiutarti nella valutazione ti proporremo un test di valutazione; all’esito del test di appropriatezza, ti diremo se l’investimento è appropriato per il tuo profilo di rischio e per la tua conoscenza ed esperienza in materia di investimenti.

Investire in aziende private attraverso l’equity crowdfunding significa scegliere nuove imprese che si ritiene abbiano il potenziale per crescere. Si investe sottoscrivendo una quota del capitale sociale dell'azienda selezionata e si diventa soci, con il diritto a partecipare alla distribuzione dei dividendi futuri e al ritorno sull’investimento in caso di vendita delle quote. È possibile che la società che ha scelto di raccogliere capitali con l'equity crowdfunding decida di attribuire quote differenziate di partecipazione al capitale in base all’importo dell’investimento che si sottoscrive, riservando il diritto di voto solo a coloro che avranno investito un importo pari o superiore a quanto indicato nel progetto stesso. A tutti i soci, indipendentemente dall'importo investito, saranno attribuiti sempre e in ogni caso tutti i diritti patrimoniali dell'azienda.

1. Per diversificare il portafoglio di investimento scegliendo progetti e idee imprenditoriali in settori ad alto tasso di innovazione;

2. Per usufruire degli sgravi fiscali previsti per chi investe in start-up o PMI innovative. Le persone fisiche possono detrarre dalla loro dichiarazione dei redditi annuale un importo pari al 30% di quanto investito nel capitale sociale di una o più start-up/PMI fino ad un massimo di euro 1.000.000 annui investiti per minimo tre anni. Anche le società possono escludere dal reddito imponibile un importo pari al 30% di quanto investito nel capitale sociale di una o più start-up/PMI fino ad un massimo di euro 1.800.000 annui investiti per almeno tre anni;

3. Per investire senza oneri e spese di intermediazione, direttamente online, con un semplice bonifico senza doversi recare in banca o da un notaio;

4. Per beneficiare del ritorno sull'investimento (ROI) che, per chi investe in start-up, vale in media 2.5 volte il totale investito, nei quattro anni prima dell’exit, e che aumenta in proporzione al numero di round di investimento che la startup riesce a chiudere con successo. In media, dopo 6 round, il valore aumenta oltre il 100%;

5. Per investire nell’economia reale, ovvero in quella parte di imprese innovative che crescono, sono competitive, creano ricchezza, generano valore. Quelle imprese che oggi sono delle start-up innovative e domani dei giganti;

6. Per investire in un mercato all’avanguardia e contemporaneamente regolamentato dalla Consob che vigila e tutela l'investitore;

7. Per potenziare la propria rete di contatti attraverso il network della start-up in cui si investe fatto di soggetti economici, politici e istituzionali interessati a diventare essi stessi promotori di aziende ad alto potenziale innovativo.

L’investimento minimo viene deciso dall’imprenditore ed è indicato nella pagina del progetto come “Investimento Minimo”.

L'investimento si ritiene "andato a buon fine”, ossia perfezionato, quando viene raggiunto il 100% della cifra richiesta e indicata dall'imprenditore nel suo progetto. Qualora la campagna di raccolta fondi non dovesse raggiungere l’obiettivo, i capitali verranno interamente restituiti all’investitore tramite bonifico bancario sul conto corrente di provenienza, senza oneri o spese. Se il progetto raccoglie invece tutto il capitale obiettivo entro il periodo prestabilito la società può scegliere di continuare la campagna e raccogliere ulteriori fondi, ovvero raggiungere una fase detta “di overfunding” (fino ad un soglia massima decisa in fase di aumento di capitale). L’overfunding aumenta la liquidità della start-up/PMI ma la percentuale di equity, ovvero la quota che ogni investitore riceverà sarà proporzionalmente ridotta. Di conseguenza, a fronte di un capitale raccolto maggiore, l’investitore sarà titolare di una fetta leggermente inferiore di un business, che però avrà un valore più alto.

In tutti i casi in cui una campana non raggiunge l'obiettivo minimo di raccolta, gli investimenti già effettuati verranno restituiti ai singoli investitori.

L’overfunding è quella particolare condizione in cui un’azienda che ha intrapreso un percorso di equity crowdfunding tramite piattaforma raggiunge l’importo minimo prefissato prima della conclusione del round di investimento. Si tratta di un successo per la realtà che sta ricevendo il finanziamento in quanto testimonia non solo la bontà del proprio progetto, ma soprattutto l’efficacia della campagna marketing che è stata fatta per divulgare e valorizzare i propri punti di forza. E’ possibile aderire / investire dopo il raggiungimento dell’obiettivo a patto che la società proponente abbia previsto la possibilità di raccogliere più fondi rispetto a quanto inizialmente previsto.

Ogni investitore può monitorare l’andamento della società in cui ha investito in vari momenti del suo sviluppo:

• online nella pagina di dettaglio progetto del sito activant.eu;
• nella comunicazione ufficiale annuale con la quale la società presenta i risultati d'esercizio e il bilancio;
• con la newsletter periodica di Activant;
• attraverso comunicazioni speciali della società in caso di avvenimenti importanti.

Sì. Il Regolamento Consob prevede che l’investitore abbia il diritto di:
• RECEDERE, entro 7 giorni dalla sottoscrizione dell'ordine, senza alcuna spesa, semplicemente inviando una mail all'indirizzo revocaerecesso@activant.eu
• REVOCARE la sottoscrizione, entro 7 giorni da quando l'investitore è venuto a conoscenza di errori materiali o nuove informazioni
significativamente diverse rispetto a quelle che lo avevano indotto ad aderire all'offerta. Per i casi di recesso o revoca è sufficiente scrivere una mail a revocaerecesso@activant.eu.

Il regolamento Consob n°18592/2013 in materia di equity crowdfunding esplicita che in ciascuna campagna la presenza di investitori professionali deve coprire almeno il 5% della raccolta complessiva (3% per le offerte effettuate da piccole e medie imprese in possesso della certificazione del bilancio e dell’eventuale bilancio consolidato, relativi agli ultimi due esercizi precedenti l’offerta, redatti da un revisore contabile o da una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili). Gli investitori professionali sono i soggetti con un portafoglio titoli, incluso il deposito contanti su conti correnti, di almeno 500.000 euro e che soddisfano almeno uno dei seguenti requisiti:

• - hanno effettuato, nell’ultimo biennio, almeno tre investimenti nel capitale sociale o a titolo di finanziamento in piccole o medie imprese, ciascuno di essi di importo almeno pari a 15.000 euro;
• - hanno ricoperto, per almeno 12 mesi, la carica di amministratore o amministratore esecutivo in una piccola media impresa, diversa dalla società offerente.

L’intestazione fiduciaria di quote di partecipazione è definita all’art 100-ter del Testo Unico della Finanza (TUF) comma 2-bis lett a) come la possibilità per gli investitori di avvalersi, per la sottoscrizione e la successiva alienazione di quote rappresentative del capitale di piccole e medie imprese, di appositi servizi prestati dagli intermediari abilitati, i quali sottoscrivono dette quote in nome proprio e per conto degli investitori che abbiano aderito all’offerta tramite portale. L’intermediario abilitato non è né un veicolo di investimento né una società fiduciaria e le quote acquistate rimangono sempre nella piena disponibilità dell’investitore acquirente, che è anche l’unico titolare dei diritti patrimoniali e amministrativi.
Ma se nel caso di intestazione diretta delle quote, la cessione delle stesse richiede una transazione cui partecipi un notaio o un commercialista, con i costi che ne derivano, questo non accade nel caso di intestazione fiduciaria. In questo caso sarà sufficiente dare istruzione all’intermediario affinché provveda a cambiare l’intestazione delle quote stesse.

Per chi investe in startup o PMI innovative la legge di bilancio 2017 ha previsto due tipologie di benefici fiscali:
• Alle persone fisiche che investono in startup o PMI innovative è riconosciuta una detrazione dall’IRPEF lorda pari al 30% della somma investita fino ad un massimo annuo di 1 milione di euro.
• Alle persone giuridiche che investono in startup o PMI innovative è riconosciuta una deduzione dall’imponibile IRES pari al 30% della somma investita fino ad un massimo annuo di 1,8 milioni di euro.
In entrambi i casi l’investimento deve obbligatoriamente essere mantenuto per 3 anni (holding period) per non incorrere nella decadenza delle agevolazioni.